Incarico
Progetto definitivo ed esecutivo, Direzione Lavori

Committente
Comune di Firenze

Affidatario
STS, Ipostudio

Anno
Progetto: 2002
Costruzione: 2002- 2008

Importo lavori
€ 16.942.000

Responsabile del Procedimento
Arch. R. Melosi

Direzione di progetto
Ing. E. Bona Veggi

Progetto architettonico
Arch. L. Celle
Prof. Arch. R. Di Giulio
Prof. Arch. C. Terpolilli
Prof. Arch. E. Arbizzani

Progetto strutture
Prof. Ing. E. Baroni

Progetto impianti
Ing. L. D’Inzeo
Ing. P. Bresci

Direttore Lavori
Ing. E. Bona Veggi

Impresa di costruzioni
SACS – Napoli

Riqualificazione Social housing complesso residenziale Le Navi – Firenze

L’intervento ha interessato il recupero di 280 alloggi di edilizia sociale di proprietà del comune di Firenze all’interno del complesso “Le Navi” e fa parte, più in generale, di un programma di riqualificazione urbana che ha coinvolto l’intera zona de “Le Piagge”, da un lato promuovendo la riduzione del degrado ambientale, dall’altro il contributo allo sviluppo sociale ed economico con il coinvolgimento diretto degli utenti nello sviluppo del progetto.

Il progetto è stato contestualmente interessato da tre diversi programmi di finanziamento: Il programma di Recupero Urbano; il Contratto di Quartiere e l’Accordo di Programma per l’Edilizia Sperimentale. L’integrazione dei tre programmi ha consentito all’Amministrazione Comunale l’ottimizzazione delle risorse finanziarie e ha permesso la riqualificazione e la bonifica integrale dalle patologie edilizie sviluppatesi nei trent’anni di vita degli alloggi e delle relative aree pertinenziali.

L’elemento caratterizzante dell’esperienza condotta consistite nella introduzione di una fase sperimentale obbligatoria, prevista dal bando per la progettazione e la direzione lavori, che ha imposto l’applicazione di approcci innovativi rivolti alla qualità morfologica, qualità eco sistemica, qualità fruitiva e qualità gestionale, tematiche a loro volta articolate in sotto settori.

Una tra le più interessanti innovazioni di questa esperienza è costituita dalla partecipazione degli inquilini degli alloggi come mezzo implementativo della pianificazione progettuale. L’introduzione di più attori sociali e decisionali in fase concertativa ha incentivato il processo di rinnovamento urbano partendo dagli edifici esistenti con i loro propri abitanti, associandoli al rinnovamento ed alla trasformazione del loro quartiere e dell’ambiente costruito in una vera città. Rilevante dunque l’occasione offerta dal processo di costruzione che si è trasformato in un’arena per mobilitazione delle forze locali con le famiglie e i residenti coinvolti attivamente nella progettazione e durante le fasi di esecuzione.

Il processo di partecipazione è stato avviato, fin dalla fase di progettazione preliminare, attraverso una serie di iniziative di informazione, partecipazione alle scelte e individuazione degli obiettivi specifici. In armonia con quanto auspicato nel Programma di riqualificazione, il progetto degli interventi sui due edifici ha mirato a rafforzare l’identità architettonica di un insediamento che pure presenta, nel panorama dell’edilizia degli anni Ottanta, potenzialità tipologiche interessanti ma scarsamente valorizzate. Al raggiungimento degli obiettivi di progetto, in particolare di quelli che coinvolgono direttamente il soddisfacimento delle esigenze di “identificazione” e “appartenenza” espresse dagli abitanti, è stata orientata la scelta di soluzioni progettuali di facciata tendenti ad attenuare la serialità e la ripetitività degli elementi architettonici: introducendo variazioni al ritmo, alla forma e all’articolazione degli aggetti, la ridefinizione del disegno della facciata, delle coperture e delle testate, anche attraverso l’introduzione di elementi tecnici destinati a migliorare le prestazioni attive e passive degli edifici.

I due edifici presentavano prima degli interventi condizioni di degrado diffuso con carenze materiche e difetti che limitavano e alteravano sensibilmente la funzionalità degli alloggi, tanto da non rendere possibile il loro risanamento attraverso interventi di manutenzione straordinaria. L’analisi dello stato di fatto svolta preliminarmente alla progettazione ha consentito di definire compiutamente le scelte tecnologiche e funzionali, in coerenza con le indicazioni programmatiche del progetto di recupero.

I principali interventi hanno riguardato azioni di adeguamento e sostituzione con o senza demolizione degli elementi tecnologici della costruzione e importanti modificazioni dell’assetto tipologico redistributivo degli alloggi. L’occasione del recupero funzionale e materiale dei due edifici ha offerto l’opportunità di costruire modelli di confronto e di sperimentare soluzioni ed accorgimenti circa le nuove connessioni e i collegamenti strutturali che hanno portato ad un intervento strutturale di significativo adeguamento sismico.

Dal punto di vista della qualità tipologica si è operata una sostanziale ridefinizione del taglio degli alloggi secondo le nuove esigenze espresse dagli occupanti, trasformando gli alloggi duplex in simplex di taglio minore e apportando importanti modifiche nei layout interni e nelle dotazioni impiantistiche e di finiture. La ristrutturazione delle cantine e delle zone di testata al piano terra ha consentito di destinare nuovi spazi a funzioni non residenziali di socializzazione degli abitanti.

Nelle aree pertinenziali alle due “navi” sono state progettate nuove sistemazioni esterne, con nuovi percorsi pedonali, spazi per lo sport e giochi bimbi. Per la realizzazione dei camminamenti è stato possibile recuperare parzialmente i pannelli prefabbricati di facciata dismessi, ricavandone un doppio vantaggio, di carattere ecologico oltre che economico.

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