Incarico
Manutenzione Straordinaria facciate dell’Edificio Principale dell’Istituto Superiore di Sanità.

Committente
ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ – ROMA
Viale Regina Elena, 299 Roma

Responsabile del committente
Arch. G. Carabotta
Direttore Ufficio LPM

Affidatario
ApiuA

Anno
Progetto: 2017
Costruzione: in fase di realizzazione

Importo lavori a base d’asta
€ 3.667.117,74

Progetto architettonico
Prof. Arch. E. Arbizzani
Arch. G. Miceli

Riqualificazione e restauro sede Istituto Superiore Sanità – Roma

Manutenzione Straordinaria facciate dell’Edificio Principale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Da uno studio di fattibilità elaborato dall’Ente si è riscontrata l’esigenza di un efficientamento energetico ai fini di ottenere un risparmio gestionale ed avere così, oltre a un riscontro economico, l’immagine di una struttura più ecosostenibile dato il ruolo che ricopre in abito di ricerca.
Con inaugurazione risalente al 21 aprile 1934 a firma dell’architetto Giuseppe Amendola è sicuramente un edificio di carattere storico documentale dato che in questa struttura si formarono ben 3 premi Nobel tra i quali Enrico Fermi.
L’edificio si sviluppa tipologicamente secondo un corpo di fabbrica principale posto lungo il Viale Regina Elena (lungo mt. 155) articolato secondo un volume centrale, dotato di 6 piani fuori terra ed una altezza media di mt. 28. La porzione di edificio interrata, a causa del dislivello del fronte strada, è caratterizzata da un massimo di 2 piani interrati.
Nella parte retrostante, lungo il prospetto interno, si dipartono tre corpi di fabbrica trasversali posti a pettine rispetto al corpo longitudinale (rispettivamente di mt. 32 e 25). Il complesso occupa una superficie coperta pari a circa 4.200 mq. ed un volume costruito pari a circa 118.000 mc.

L’architettura delle facciate dell’edificio sono caratterizzate da due cornici che corrono lungo tutto lo sviluppo perimetrale, conferendo un carattere di orizzontalità all’intero complesso. La prima cornice evidenzia la separazione della porzione basamentale rivestita in lastre di travertino, dal volume soprastante della facciata trattata ad intonaco o con muratura facciavista in mattoni. La tipologia d’infisso originale era in ferrofinestra con brevetto“Crittal” tipico degli anni ‘30 e ’40 e dotate di sistemi di oscuramento in tapparelle avvolgibili

Nel corso degli anni il susseguirsi d’interventi manutentivi non coordinati ha generato una eterogeneità di tipologie di infissi esterni ed oscuramenti. Ad esso si è sommata l’istallazione indiscriminata di impianti di condizionamento puntuali tipo split le quali unità esterne andando ulteriormente a degradare esteticamente il monumentale edificio le cui facciate furono già alterate da innumerevoli e disparate tubazioni impiantistiche esterne.

In accordo con l’ente lo Studio ApiuA ha ritenuto che tale intervento, oltre l’efficientamento energetico, potesse essere l’opportunità di restituire all’edificio la sua originaria figura architettonica come testimonianza storica-documentale di quello che esso stesso rappresenta per la ricerca sanitaria statale.
Un’accurata analisi e ricerca storica sulle tipologie d’infisso ha portato alla rimodulazione delle loro partizioni (montanti e traversi) secondo il disegno ed il colore originale, scegliendo una tipologia a montante ribassato cosi da emulare la sottigliezza dell’infisso autentico. Dove possibile si è cercato di mantenere le più iconografiche ferrofinestre monumentali prevedendone un restauro o la sostituzione con nuove ferrofinestre a taglio termico di nuova concezione. Gli infissi saranno integrati agli oscuramenti avvolgibili.
A tale scelta si affianca la totale rimozione delle tubazioni esterne per le quali saranno previsti delle canalizzazioni interne al plesso.
Particolare attenzione è stata rivolta ai paramenti murari:
si è cercato di preservare il più possibile il rivestimento lapideo del basamento prevedendo un’accurata e poco invasiva pulitura e, là dove necessario, il consolidamento puntuale delle lastre cercando di preservare i conci originali e colmando le lacune con travertino di venatura similare.
Stesso discorso per il paramento murario a faccaivista, caratterizzato da ricorsi orizzontali molto larghi e praticamente assenti in senso verticale. Fu essa una scelta progettuale per enfatizzare la spazialità longitudinale. Preservando i mattoni pieni originali è stata prevista la pulitura e il rinzaffo puntuale delle malte dei ricorsi.
D’obbligo il raschiamento delle tinteggiature ed il rifacimento degli intonaci ormai fatiscenti e la lavorazione a stucco romano per le cornici cosi da ridare pregio a un edificio ormai abbandonato a se stesso.
Il tutto sarà preservato nel tempo con uno strato di protettivo che preservi l’edificio al passare del tempo.

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